lunedì 4 gennaio 2016

PREMUDA MARIA PIA IN MARSON

SCRITTRICE e STORICA

Nasce a Roverbasso nel 1927. Sposa il noto bacologo Domenico Marson di Vittorio Veneto. In città il nome dei Marson ha sempre significato dapprima bachicoltura e poi, nel dopoguerra farmacia. Nel 2000 consegue la laurea in Farmacia, presso l’Università di Perugia, e nel 2009 la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine alla notevole età di 82 anni. E’ autrice di una tra le più importanti antologie sul baco da seta, intitolato “Bombyx mori: la dotta industria bacologica e l’importanza di un insetto nella vita dell’uomo” (2011) cui seguirà nel 2013 il saggio “Rievocazioni storiche di Vittorio Silvio e di Nicolò Premuda. Documenti, storia e tracce della famiglia” (2013). Con questa sua seconda opera, Maria Pia Premuda intese ricordare e onorare la figura dello zio, il Tenente Colonnello Vittorio Silvio Premuda, e del padre, il Cav. Uff. Nicolò Premuda, il primo tragicamente ucciso al termine della Resistenza (1944), il secondo Sindaco di Codognè dal 1956 al 1970.
“La cultura mi ha sempre affascinato. Socrate diceva che il più grande bene è la conoscenza. Il male è l’ignoranza. Inizialmente interessata agli studi umanistici, ho poi scoperto un più grande interesse, quello di comprendere il mistero della vita studiando i bachi da seta. Nella Bacologia di famiglia vedevo esposte 17 tavole del bombyx mori e la rappresentazione del suo sviluppo embrionale, cosa che aumentò il mio interesse. Non dobbiamo dimenticare che l’attuale biologia è nata dalla bachicoltura, ovvero dallo studio e dalla conoscenza scientifica del baco da seta per confezionarne dei semi sani.  Oggi, con la fine dell’attività bacologica, insieme ai figli m’impegno a valorizzare il bachificio di famiglia, conservando l’atmosfera dell’originale sito storico attraverso un’importante collezione di attrezzature d’epoca”.


“La Pace è il bene supremo al quale ambiscono quanti sono vissuti nel tempo dei massacri senza precedenti per entità sterminata di vittime del secolo scorso. Ho sentito la necessità di scrivere le Rievocazioni storiche di Vittorio Silvio e di Nicolò Premuda per onorare i loro ideali di concordia, di democrazia, di ordinata e più confortevole vita civile, che sono i grandi valori della nostra millenaria civiltà latina, veneta e cristiana, che hanno ampiamente ispirato la cultura europea e si sono intrecciati con la sua storia. Le memorie hanno la facoltà di modellare l’identità degli esseri umani, sia a livello personale che collettivo”.






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