giovedì 7 gennaio 2016

BATTISTUZZI LETIZIA

POETESSA

Letizia Battistuzzi nasce a San Vendemiano nel 1958. Oggi vive a Codognè. Nel 1976 si diploma maestra elementare e nel 1981 termina gli studi nel corso di specializzazione per diversamente abili psicofisici. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta intitolata “Come ali di farfalla” a cui seguono “Volano i pensieri”, “Del viver no so” e “Mi inebrio”. Nel 2015 partecipa come poetessa a “Poesie per EXPO 2015” e prepara una nuova raccolta di prossima pubblicazione. Ha ottenuti numerosi riconoscimenti ad importanti concorsi letterari nazionali ed europei. 

Ricorrere alla poesia significa per me osservare il mondo e la vita liberandomi da sovrastrutture e da parole inutili. E' cercare di cogliere l'essenza degli accadimenti, specialmente quelli che provocano il dolore, per raggiungere al di là dell’emozione, la speranza nell'abbandono all'infinito. E' un bisogno che è nato dal profondo, da anni di solitudine, dalla ricerca di comunicare e trasmettere l'esperienza che non si è soli perchè al di là delle stelle c'è Qualcuno che ci guarda e ci ama...e tutto in un attimo, in sintesi. L'HAIKU è lo stile poetico giapponese a cui ricorro. Esso è uno stile che a partire dal secolo XVI si trasformò da comico satirico in lirico. Il mio non è un haiku puramente tecnico o classico caratterizzato dal fatto che uno dei tre versi introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due. Preferisco affidarmi ad un verso in cui l'attimo di vita diventa tessera di un mosaico che ha valenze autobiografiche. Prediligo infatti introdurre nei miei versi una emozione personale con i suoi elementi esistenziali. L’ amore, è il sentimento che pervade nelle mie poesie che rivelano pure la stagione immergendo il lettore nell'atmosfera che descrivo.

Attendo il ritorno
del sole n festa
per rischiarare il cuore
di bianco pensiero.
Un respiro
per il respiro
                  dell’eternità.

 …e ci fu quel tempo
di porte chiuse
con parole di nessuno
ed ora nell’autunno
il raggio chino
illumina il mio volto
sul sfiorir solitario
dell’esistenza rasserenata
col vigore dell’amore del cielo.
                    … e ci fu quel tempo
  
…e come aquila
riposerò il mio dolore
sull’infinito Tuo cuore
per riscoprirne infine
gioia d’incanto.

             …e nell’infinito tuo cuore





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