giovedì 7 gennaio 2016

BREDA ANTONIO AMBROGIO

SCULTORE

Antonio Ambrogio Breda nasce a Codognè il 26 febbraio 1873 da Andrea e Teresa Derovere. Frequenta la scuola fino alla terza elementare e poi, insieme ai cinque fratelli (Maria, Giobatta, Olivio Ludovico e Angela Giuseppina), aiuta il padre nei lavori in campagna. A 15 anni si reca a servizio del parroco del paese per la somma di 8 lire; questi sono gli unici soldi utili, insieme a qualche guadagno delle sorelle maggiori, al sostentamento della famiglia che nel frattempo aveva visto mancare il padre. Nel 1890, a soli 17 anni tenta la sorte in un piccolo paese della Baviera dove trova lavoro insieme ad altri italiani in una fornace. Lì lavorava duramente fino alle nove di sera con una solo ora di riposo a mezzogiorno nella quale si mangiava cibo inspiegabile e si dormiva sulla paglia. Inizialmente viene pagato 36 marchi al mese e, anche se l'ultimo anno ne guadagna 50 purtroppo non riesce ad arricchirsi molto. Il 7 marzo 1894 viene chiamato sotto le armi a Novara e qui lavora ancora più duramente fino alla fine del servizio militare. Alla fine del febbraio 1896 parte da Codognè insieme a tre compagni, attraversano il Brennero e giungono a Zurigo in Svizzera dove trovano lavoro per tre settimane al porto di Männedorf. Lì le condizioni di lavoro sono molto dure tanto da dovevano lavorare nel fango e nell'acqua alta anche tre metri. Terminato il servizio e ritornato con i suoi compagni in città, trova un impiego sotto il NordwestBahn sul doppio binario Gotthardbahn (San Gottardo) fra le stazioni di Wollishofen e Thalswil. In questo periodo riesce a risparmiare e ad inviare a casa qualche soldo alla famiglia. Nel mese di Giugno riceve la notizia di essere stato raggiunto in Svizzera dal fratello maggiore, insieme partono da Zurigo diretti in Germania senza saper parlare una parola di tedesco. Dopo diversi tentativi trova lavoro dal Signor Bainneister Hutter come manovale remunerato con una paga di circa 3,50 marchi per 11 ore di lavoro. Il 28 settembre del 1896 inizia a lavorare in fabbrica, prima come manovale e successivamente addetto alle macchine per la lavorazione del legno. Qui prende 30 centesimi all'ora ed è molto contento del suo salario. Nel 1899, dopo una corrispondenza amorosa, sposa Zaia Regina, una giovane ragazza di Codognè nata il 19 maggio 1887 da Antonio a Dario Marina. Il 28 aprile dello stesso anno vanno ad abitare in Svizzera e a novembre vengono raggiunti anche dalla madre di lei e dal fratello Giovanni. Tra il 1903 e il 1906 Antonio, che aveva sempre coltivato la passione per il legno, inizia a lavorare, con l'aiuto dell'amico Massimo Dostmann, ad un altarino in legno traforato alto tre metri. La realizzazione dell'opera richiede molto impegno, materia prima e anche molti soldi. Dopo tre anni passati a dedicarci il tempo libero finalmente l'opera viene terminata e Antonio ha l'onore e la soddisfazione di esporla al pubblico il giorno della Processione del Corpus Domini davanti la casa parrocchiale di Henan. Dopo un paio di settimane l'altarino viene smontato e spedito in Italia per regalarlo alla Parrocchia di Codognè dove viene sistemato nella chiesetta dell'Asilo Sacro Cuore di Gesù. Nel 1920 Antonio si ammala al cuore ma possiede ancora un po' di forza per continuare a svolgere qualche lavoro fino alla morte, il 3 luglio 1945.

Di seguito si riporta le parole con cui l’artista Antonio Breda descriveva la sua opera:
Niederuyuril, 18 Aprile, 1926
Molto reverendo Don Vittorio Bernardi, 
Mi fa tanto piacere la di Lei intenzione di illustrare in un libro di memorie anche l’Altarino da me costruito. Però poco posso dirLe, soltanto che fu tutto fatto dopo il lavoro giornaliero e cioè nelle ore di sera, di notte e anche di domenica: Che il buon Dio mi perdoni! Il disegno è di provenienza germanica, il lavoro di traforo (segatura) io feci da solo e durò ben tre anni, dal 1903- 1906. Il legno lo comperai coi piccoli risparmi raggranellati quindicina per quindicina. Nel lavoro di montaggio e incollatura fui aiutato da un mio collega germanico, certo Massimo Dostmann che pure nelle ore d’ozio volenterosamente si offerse al mio invito e al quale a lavoro finito diedi una piccola indennità corrispondente a 10 centesimi all’ora. L’Altarino, compiuto che fu, venne esposto la prima volta in occasione della grandiosa Processione del Corpus Domini, davanti la casa parrocchiale di Henan ed io ebbi la compiacenza di vedere posato sul mio Altarino il Padrone e Signore del mondo, e questo fu la mia più grande ricompensa. Dopo alcuni giorni l’abbiamo smontato in diversi pezzi per la verniciatura. Poi a spese mie siamo andati a S. Gallo per l’acquisto delle statue e provveduto per l’imballaggio, di mia spontanea volontà inviai l’altarino oltre il Gottardo a destinazione del mio paese nativo, di Codognè, e che rimanga là fino che sarà consumato. Quando farò visita al mio paese, non mancherò di darle una nuova offerta. Per tanto La riverisco e mi creda Suo dev.mo
Antonio Breda







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